Per molti proprietari di cani, vedere il proprio amico a quattro zampe che mima l’atto dell’accoppiamento su un cuscino, sulla gamba di un ospite o su un altro cane può essere fonte di profondo imbarazzo. Spesso la reazione immediata è quella di rimproverare l’animale o di derubricare il gesto a una questione di “dominanza” o di istinto sessuale represso.
In realtà, l’etologia ci dice che la monta è un comportamento naturale, ma le sue radici sono molto più complesse e sfaccettate di quanto comunemente si pensi. Molto più raramente di quanto si pensa si tratta di una monta di tipo sessuale.


È fondamentale scardinare il mito secondo cui la monta sia esclusivamente legata alla riproduzione. Questo comportamento si osserva regolarmente in cani sterilizzati, in cuccioli di poche settimane e tra esemplari dello stesso sesso, oltre che su oggetti (più comunemente coperte o cuscini) oppure su esseri umani. Sebbene la componente sessuale possa giocare un ruolo rilevante, nella stragrande maggioranza dei casi la monta è un sintomo di uno stato emotivo alterato.


1. Eccitazione e sovraccarico emotivo
La causa principale della monta è l’iper-eccitazione. Non si tratta di eccitazione sessuale, ma di un picco di energia che il cane non riesce a gestire. Può accadere quando torniamo a casa dopo il lavoro, durante una sessione di gioco particolarmente intensa o all’arrivo di ospiti. In questi momenti, il sistema nervoso del cane va in “corto circuito” e la monta diventa una valvola di sfogo fisica per scaricare l’adrenalina accumulata.


2. Stress e/o ansia
In situazioni di disagio, la monta funge da meccanismo di coping, ovvero una strategia di auto-rassicurazione. Un cane che si sente insicuro in un ambiente nuovo o che percepisce tensioni nel gruppo familiare potrebbe montare un oggetto (come una coperta o un peluche) per abbassare i propri livelli di cortisolo. È un comportamento stereotipato che produce un sollievo momentaneo, simile a come un umano potrebbe mordersi le unghie.


3. Quando gli umani ridono
Il comportamento del cane è influenzato anche dalle nostre reazioni. Spesso, la prima volta che un cucciolo monta la gamba di qualcuno, i presenti ridono, lo guardano o iniziano a parlargli. Per il cane, questo è un rinforzo positivo: ha ottenuto attenzione. Anche un rimprovero ad alta voce può essere interpretato come una forma di interazione. Se il cane capisce che montando ottiene lo sguardo o l’attenzione del proprietario, tenderà a ripetere il gesto ogni volta che si sente ignorato.
4. Difficoltà nelle interazioni sociali
La monta tra simili può essere anche un segnale di scarse competenze sociali. Un cane che non sa come approcciare correttamente un altro individuo o che si sente sopraffatto dalla situazione sociale può ricorrere alla monta come “comportamento di sostituzione”. Non è un tentativo di dominare l’altro, ma un modo goffo e inappropriato di gestire il contatto fisico quando mancano gli strumenti comunicativi corretti.


5. Cause mediche e fastidio fisico
Non ci si pensa mai vero? Eppure non bisogna mai escludere la componente organica. Prurito, infiammazioni del tratto urinario, allergie cutanee o problemi alle ghiandole perianali possono spingere il cane a sfregare la zona genitale contro oggetti o persone per trovare sollievo. Se il comportamento insorge improvvisamente in un cane adulto, una visita veterinaria è d’obbligo.
In conclusione, la monta è un potente indicatore dello stato interno del cane.
Imparare a leggerla senza pregiudizi ci permette di capire se il nostro compagno è stressato, troppo eccitato o semplicemente in cerca di un aiuto a gestire le sue emozioni.
Nell’articolo abbiamo voluto elencare alcuni dei motivi per cui un cane può manifestare il comportamento di monta, ma non sono i soli.
L’argomento è vasto e abbiamo dedicato due webinar a questa fondamentale tematica, in cui abbiamo visto anche nella pratica cosa mettere in atto per aiutare il cane nelle varie casistiche si possono presentare.
– “Il cane che monta” con la Dott.ssa Barbara Gallicchio
– “Il comportamento di monta del cane” con il Dott. Corrado Girello
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