Una serata emozionante e di intense riflessioni con il Professor Mark Bekoff

Cosa significa davvero amare un cane? In una serata straordinaria ed indimenticabile che ha unito la nostra community al Professor Marc Bekoff, etologo di fama mondiale e pioniere nello studio delle emozioni animali, abbiamo toccato tantissime tematiche, alcune delle quali vogliamo riportarvi qua sotto.
L’intervista, nata dalle domande che ci avete inviato, è stata un viaggio profondo nella mente e nel cuore dei nostri compagni a quattro zampe, in occasione dell’uscita in Italia del suo ultimo lavoro, Cani: una guida facile facile dalla A alla Z.

 

What does it truly mean to love a dog? During an extraordinary and unforgettable evening that brought our community together with Professor Marc Bekoff—world-renowned ethologist and pioneer in the study of animal emotions—we touched upon many themes, some of which we would like to share with you below. The interview, born from the questions you sent us, was a deep journey into the minds and hearts of our four-legged companions, on the occasion of the Italian release of his latest work, Dogs Demystified: An A-to-Z Guide to All Things Canine.

L'unicità dell'individuo

Uno dei temi centrali della serata è stata la critica alle generalizzazioni. Bekoff ha espresso una posizione netta contro le leggi che etichettano intere razze come “pericolose“. Secondo il Professore, la personalità di un cane è influenzata molto più dall’esperienza individuale, dalla socializzazione e dal rapporto con l’umano che dal pedigree. “Dobbiamo guardare all’individuo“, ha ribadito, sottolineando come la scienza oggi confermi che i cani provano emozioni complesse come gelosia, imbarazzo e probabilmente senso di colpa, anche se quest’ultimo è ancora oggetto di studio.

 

One of the central themes of the evening was a critique of generalizations. Bekoff expressed a firm stance against laws that label entire breeds as “dangerous.” According to the Professor, a dog’s personality is influenced much more by individual experience, socialization, and the relationship with their human than by their pedigree. “We must look at the individual,” he reiterated, emphasizing how science today confirms that dogs experience complex emotions such as jealousy, embarrassment, and likely guilt, although the latter is still under study.

Il mito del "Bambino Peloso" e il rispetto della natura del cane

Una riflessione pungente è stata dedicata alla tendenza moderna di trattare i cani come “bambini delicati“. Sebbene l’attenzione al benessere sia cresciuta, Bekoff avverte: “I cani sono animali non umani, e questo non li rende meno di noi, li rende semplicemente chi sono“. Trattarli con un linguaggio infantile o negare la loro natura selvatica non è vero amore, ma una forma di dominio. Il vero rispetto nasce dal riconoscere la loro essenza canina, lasciando che siano cani: che si sporchino, che esplorino e che usino il loro incredibile olfatto per mappare il mondo.

 

A sharp reflection was dedicated to the modern tendency to treat dogs as “delicate children.” Although focus on well-being has grown, Bekoff warns: “Dogs are non-human animals, and that doesn’t make them less than us; it simply makes them who they are.” Treating them with baby talk or denying their wild nature is not true love, but a form of dominance. True respect comes from recognizing their “canine essence,” letting them be dogs: letting them get dirty, explore, and use their incredible sense of smell to map the world.

La libertà di scelta: le 3 C

Bekoff ha introdotto il concetto delle “3 C”: Scelta (Choice), Contesto (Context) e Consenso (Consent). Un cane felice è un cane a cui viene data la possibilità di prendere decisioni. Questo si applica a tutto: dalle interazioni al parco (se il cane non vuole giocare, non deve essere forzato) fino alla scelta dei compagni. “Il cane che sente di avere la libertà di fare scelte è un cane felice”. In un ambiente urbano, l’invito di Bekoff è quello di fare ogni sforzo per massimizzare questa libertà, anche se per motivi di sicurezza dobbiamo a volte intervenire.

Bekoff introduced the concept of the “3 Cs”: Choice, Context, and Consent. A happy dog is one given “agency”—the opportunity to make decisions. This applies to everything: from interactions at the park (if a dog doesn’t want to play, they shouldn’t be forced) to their guardian’s choice of companions. “A dog who feels they have the freedom to make choices is a happy dog.” In an urban environment, Bekoff’s invitation is to make every effort to maximize this freedom, even if we must sometimes intervene for reasons of safety.

Sfide e responsabilità ecologica

Non sono mancati temi complessi come l’impatto ecologico dei cani negli habitat selvatici e la convivenza con i lupi in Italia. Bekoff, con la sua visione di biologo di campo, ha suggerito di guardare ai lupi per capire meglio i cani: entrambi condividono percorsi neurali ed emozioni simili. Comprendere questa connessione può aiutare a promuovere una coesistenza più pacifica, basata sulla conoscenza piuttosto che sulla paura.


The discussion also covered complex topics such as the ecological impact of dogs in wild habitats and coexistence with wolves in Italy. Bekoff, with his vision as a field biologist, suggested looking at wolves to better understand dogs: both share similar neural pathways and emotions. Understanding this connection can help promote more peaceful coexistence, based on knowledge rather than fear.

L'importanza di "saper guardare"

Il consiglio più prezioso che Marc Bekoff ha lasciato alla nostra community è di una semplicità disarmante: “Prendetevi il tempo per osservare il vostro cane. Non per fargli una foto, ma solo per guardarlo“. L’osservazione attenta è lo strumento principale per capire chi è il cane che vive con noi, quali sono i suoi bisogni, come possiamo farli sentire al sicuro fidandosi di noi e rendere la loro vita piacevole e degna di essere vissuta.
In conclusione, l’intervista con Bekoff non è stata solo una lezione di etologia, ma un invito all’umiltà. Per amare davvero i cani, dobbiamo smettere di volerli controllare come “oggetti” o idealizzarli come “angeli”, e iniziare a rispettarli come esseri senzienti, unici e profondamente diversi da noi. Solo così potremo dire di aver costruito un legame autentico.

 

The most precious advice Marc Bekoff left for our community is disarmingly simple: “Take the time to just watch your dog. Not to take a photo, but just to watch them.” Careful observation is the primary tool for understanding who the dog living with us truly is, what their needs are, and how we can make them feel safe and trust us and make their life enjoyable and worth living.
In conclusion, the interview with Bekoff was not just a lesson in ethology, but an invitation to humility. To truly love dogs, we must stop trying to control them as “objects” or idealizing them as “angels,” and start respecting them as sentient beings—unique and profoundly different from us. Only then can we say we have built an authentic bond.

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